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Pulizie professionali: settore in crescita, ma mancano le normative

Il settore impiega 600mila persone e ha registrato un incremento annuo del 9,5% negli ultimi 25 anni, ma va regolamentato.

Con lo scoppio della pandemia, il settore delle pulizie professionali – degli uffici, ma in generale di tutti gli ambienti di lavoro a contatto con il pubblico – ha subito una crescita importante che continua ancora oggi e fa gola a molti imprenditori o aspiranti tali.

Dopo un + 2,4% a valore nel 2021, l’Osservatorio di Assocasa ha rilevato una tendenza positiva anche per il 2022, con un +1,2%.


Secondo i dati evidenziati dallo studio condotto da Cerved On per Afidamp-Associazione fabbricanti e fornitori italiani attrezzature macchine prodotti e servizi per la pulizia, la crescita di fatturato è stata addirittura del 40%, mentre negli ultimi 25 anni ha fatto registrare un incremento medio annuo del 9,5%.

L’Italia è il primo Paese in Europa per numero di certificazioni Ecolabel, sia di aziende produttrici sia di servizi, il quarto per occupati nel settore, e il secondo per numero di micro e piccole imprese, che rappresentano il 96,5%.


Il fatturato annuo per un addetto di un’azienda di pulizie in Italia è pari a circa 35mila euro, il valore più elevato tra i Paesi Ue, per un giro d’affari complessivo di 74 miliardi di euro annui che dà lavoro a 600mila persone, soprattutto donne (73%).

Un settore dinamico, che potrebbe rappresentare una buona opportunità di crescita per l’economia nazionale, ma che stenta a decollare anche per la poca cultura di impresa. Molte aziende sono nate dal nulla, senza una visione strategica, e sono a conduzione familiare, senza che nessuno al loro interno abbia reali capacità manageriali. Nel nostro Paese in particolare infatti c’è la tendenza a sottovalutare l’importanza di avere alla guida di un’azienda, anche se di piccole dimensioni, una persona che sia realmente preparata, non solo nel campo in cui opera, ma anche a livello gestionale e imprenditoriale.

Una conseguenza questa dovuta principalmente all’assenza di normative volte a regolare questo settore. Laddove non esiste una soglia d’ingresso, chiunque può inserirsi in questo mercato.

Questo ha inoltre favorito il proliferare di una concorrenza sleale, con gare pubbliche al massimo ribasso, oltre a fenomeni di dumping contrattuale e lavoro sommerso.

Come se non bastasse, questa “gara a ribasso” contribuisce a far sì che il cliente finale attribuisca poco valore a questo servizio e, come tale, si aspetti di pagarlo poco, aumentando la stigmatizzazione di chi in questo settore ci lavora.

Prospettive future del settore Cleaning

La sostenibilità sta diventando centrale nel settore delle pulizie.

Questo riguarda non solo i prodotti utilizzati, ma anche come vengono prodotti, distribuiti e smaltiti.

I consumatori sono sempre più inclini a preferire prodotti sostenibili e a supportare aziende eco-responsabili.

Questo spinge le imprese a concentrarsi su temi come la riduzione dei rifiuti plastici, il riutilizzo e la longevità dei prodotti.

La tecnologia, in particolare la robotica, offre nuove opportunità per migliorare l’efficienza e la qualità delle pulizie. Sebbene l’adozione di soluzioni robotizzate sia stata lenta, principalmente a causa dei costi iniziali, l’interesse sta crescendo.

Man mano che più persone vedono i benefici della pulizia robotizzata, è probabile che la sua adozione aumenti.

La problematica principale

Carenza di personale e problemi di fidelizzazione si confermano una tendenza costante.

L’automazione potrebbe aiutare, ma è essenziale anche valorizzare e formare il personale.

Fornire attrezzature ergonomiche e formazione continua può migliorare il benessere dei dipendenti e, di conseguenza, la loro fidelizzazione.

Infine, continueremo a vedere un aumento dei costi operativi nel settore.

Fattori esterni, come la guerra in Ucraina, influenzano la disponibilità di materie prime e i costi energetici.

L’inflazione e l’aumento del costo della vita influenzeranno le decisioni aziendali, rendendo cruciale per le imprese trovare modi per mantenere la qualità pur gestendo i crescenti costi operativi.

La prima soluzione disponibile in Italia

Alla luce dei dati riportati, appare evidente che nonostante il settore delle pulizie sia in continua crescita e goda di buona salute, esistono problematiche importanti da affrontare, come la carenza del personale e l’aumento dei costi.

Serial Cleaner nasce come risposta a queste problematiche, proponendo una formazione a 360° specifica per i titolari di imprese di pulizia, condividendo strategie commerciali e le tecniche alla base del marketing, per aumentare le marginalità, oltre a nozioni di gestione del personale e d’impresa.

Sono già 90 gli imprenditori che hanno seguito i corsi e le strategie, cambiando il volto alla propria attività.

L’idea alla base è quella di rendere più professionali i titolari delle imprese, abbandonando l’improvvisazione in favore di una maggiore e migliore cultura di impresa, per mettere in luce questo mondo così sottovalutato e poco qualificato, aiutando il settore a crescere e a diventare più redditizio.

L’obiettivo di Luigi Marfella e del progetto di Serial Cleaner è quello di creare una vera e propria qualifica, regolamentando il settore attraverso l’introduzione di un albo o di certificazioni ufficiali, andando così a risolvere i principali limiti e problemi di questo settore.